26 min e 48 sec, 4600 mt, media 5.49/km, dolori alla tibia nessuno.
E' la sintesi della gioia di essere tornato a correre dopo 43 gg di stop per curare la periostite tibiale.
L'ottimismo deve essere necessariamente "cauto", visto il carattere subdolo e recidivo di questa patologia, però il fatto di aver corso senza dolore alcuno, e soprattutto il fatto di non aver accusato nulla da ieri sera ad oggi, evitando di applicare ghiaccio dopo il primo allenamento per capire le reazioni della parte colpita da infortunio, fa ben sperare.
Inoltre in questi giorni di stop ho ridotto il peso di 4 kg arrivando ad un discreto 77 kg x 178 cm, mangiando pasta solo un paio di volte a settimana, ed in dosi ridotte, e riducendo sensibilmente anche il pane, eliminando quasi del tutto i dolci, alcolici giusto un paio di birre. L'obiettivo sono i 74 kg che mi fanno stare bene, fermo restando che proverò a scendere fino a 72/70 (anche se 70 la vedo dura). D'ora in poi la pasta la mangerò solo nei giorni di allenamento/gara.
Le Asics Gel Landreth 6 nuove nuove danno una mano consistente nel recupero dall'infortunio, si percepisce la loro morbidezza, non eccessiva vista la loro secchezza che si traduce in più reattività, se paragonate alle Cumulus.
Domattina altri chilometri, sempre entro i 5, stavolta ci vado davvero cauto.
Piuttosto datemi qualche consiglio su come impostare le prossime settimane e quanto aumentare il chilometraggio.
Capitolo gare: se non precipita tutto di nuovo, a novembre ci sono la classica Corriamo al Tiburtino e la Corsa dei Santi, ma in realtà già da ottobre dovrò iniziare a preparare con calma i due appuntamenti fondamentali del 2012, la Roma-Ostia e la Maratona di Roma, ma di questo parleremo la prossima volta.
Insomma si tratta di periostite tibiale, già avuta per aver incrementato troppo velocemente il chilometraggio, passata con ghiaccio e riposo, penso che ne avrò almeno fino a dopo ferragosto, pazienza passerà.
Nel frattempo, visto che le scarpe erano giunte al capolinea, mi sono messo alla ricerca on line di offerte che potessero andare bene per me, cioè scarpe già provate in negozio oppure già possedute; alla fine sul sito di MaxiSport ho trovato le Asics Gel Landreth 6 a 69.95 euro (140 di listino) zero spese di spedizione, avevo già avuto le stesse, ma in colorazione rossa-grigia e nera, lo scorso anno quando corsi la mia prima maratona a Pescara. Quindi sicuro della misura e della calzata le ho ordinate venerdì notte ed oggi pomeriggio me le hanno recapitate. Nonostante mi stia ancora curando per la periostite, non ho resistito a fare qualche centinaio di metri di corsa e, devo dire che sono davvero un'ottima scarpa. Sono adatte ad atleti di qualsiasi peso che cercano un buon bilanciamento tra ammortizzamento (gel davanti e dietro), stabilità e reattività. L'Asics indica le Cumulus e le Nimbus come più adatte alle lunghe distanze, ma personalmente mi sono trovato bene con le Landreth sia come calzata e sia come protezione, sono ottime nei lenti e spingono bene nei medi/ripetute.
La mezza maratona del Fucino di fine ottobre ancora non l'ho cancellata, spero di ricominciare a corricchiare per fine mese e riprendere con gli allenamenti seri a settembre, sicuramente se la correrò sarà senza alcuna velleità cronometrica, ma solo per la gioia di riappuntare un pettorale.
Nemmeno il tempo di compiacermi per il primo lunghetto post-sosta che ecco il mio fisico ribellarsi con una bella sindrome da sovraccarico. Il tutto si palesa il martedì, prima di andare a fare il turno di notte, quando comincio ad accusare un indurimento ed indolenzimento nella zona interna del tibiale della gamba destra, la solita debole, malconcia, insomma sempre lei!!
Ormai conosco il sintomo, è dolorante al tatto, e subito maledico il momento in cui ho deciso di correre 17 km quando forse ne bastavano qualcuno in meno, insomma penso di aver aumentato troppo repentinamente il chilometraggio. Dico "penso" perchè non sono poi così sicuro che 20 gg di astensione dalla corsa provochino un calo talmente importante di condizione da obbligare a ricominciare con prudenza, insomma ne ho fatti 17 e non 30, e poi era già la seconda settimana che si concludeva con tre allenamenti.
Fatto stà che ieri ho provato a correre, ho fatto 8 km a 5.25 di media sentendo fastidio per tre quarti dell'allenamento mentre gli ultimi due sembrava passato tutto. Anche dopo il ghiaccio e lo stretching non sentivo più male, ma si trattava di una pia illusione.
A questo punto meglio fermarsi qualche giorno, stò provando a prendere il Danzen e continuo ad applicare ghiaccio.
Ora non sò se rivedere i miei programmi: confermata la mezza maratona del Fucino ad Avezzano (AQ) a fine ottobre, c'è tutto il tempo per prepararla, non mi convince l'idea di correre la 30 km del Mare ad Ostia il 9 ottobre. A parte il fatto che come preparazione penso vada a cozzare con l'obiettivo mezza di Avezzano (la 30 km avrebbe forse più senso in ottica maratona di Firenze a novembre), non sò se onestamente farò in tempo a prepararmi minimamente per una 30 km, per la quale almeno un paio di lunghi oltre i 20 km andrebbero fatti. Che mi consigliate in merito? (io sto pensando di annullare la 30 km)
Seconda settimana di allenamenti dopo lo stop "sabbatico", quasi 40 km complessivi su tre uscite, privilegiata chiaramente la corsa lenta, l'unica che mi interessa in questo momento in cui devo tornare in condizione e scendere dai 79.5 kg attuali ed arrivare entro ottobre almeno a 75.
Stamattina prove di lungo lento con un uscita di 15 km più 2 di riscaldamento iniziale e stretching leggero, 1h 26 a 5.46/km di media, sento che ho perso una ventina di secondi sulla lunga distanza, ma ci sarà tempo di tornare a tempi migliori, soprattutto quando avrò buttato giù qualche chilo.
Nota positiva le New Balance 1080 hanno ancora qualcosa da dire nonostante i quasi 800 km accumulati, risposta ancora elastica e morbidezza sull'intera pianta, hanno perso solo un pò in stabilità.
Per non fare troppo i professionisti, a pranzo piatto unico tortiglioni alla gricia (amatriciana in bianco per i non romani) e birra DAB.
Terminata l'ubriacatura da Festa dei Gigli (una volta all'anno ci sta!), rientro nella normalità della mia vita e rimetto ai piedi le scarpe da corsa. Questa settimana due uscite di 10 km al ritmo del lento e domenica mattina allungo di 2/3 km per far capire al mio corpo che si è ricominciato davvero. Sensazioni discrete, il sovrappeso incide, però se mi dimentico del GPS mi ritrovo al ritmo della CLS senza rendermene conto, e questo secondo me è buono.
Il peso è over di 4/5 kg rispetto ai miei 75/76 x 178 kg di peso forma (lo so, dovrei scendere anche di più ma quando la scorsa estate sono sceso a 72.5 mi davano per malato..), ma entro fine agosto/primi di settembre conto di arrivarci, c'è da preparare la 30 km del mare di Ostia in programma all'inizio di ottobre e poi la mezza maratona del Fucino ad Avezzano a fine Ottobre. Per quest'anno stop altre maratone, se ne riparla per Roma 2012 (già iscritto).
Le New Balance hanno ancora un pò di km da fare per cui il cambio gomme è rimandato al mese prossimo.
Buone ferie a chi se le sta godendo e buon lavoro a chi come me ancora tira la carretta in attesa di un pò di riposo vero.
E' dura imporsi uno stop, specie se non si è di fronte ad un infortunio, ma quando la testa dice "fermati un attimo" ho capito che è meglio darle ascolto.
In questo periodo non c'è più nulla di importante da preparare, le mie gare sono finite il 2 giugno con la Corri tra le Cerase, i doloretti/fastidietti latenti sono sempre presenti, per cui dopo il lunghetto di 18 km di domenica scorsa ho pensato di riposare questa settimana, nonostante ogni giorno abbia avuto la tentazione di calzare le scarpette, poi subito evaporata nell'afa cittadina. Il lavoro e qualche lavoretto in giardino hanno contribuito a colmare la lacuna. Alla fine sensi di colpa scarsi se non nulli, in fondo non faccio uno stop da Natale e prima di Natale era stata una calvacata continua fin da gennaio 2010, quindi una settimana "sabbatica" me la prendo tutta.
Inoltre con la testa sono proiettato al 3 luglio, quando in onore alle mie origini per metà campane, nolane appunto, andrò a Nola (NA) per partecipare come "cullatore" alla Festa dei Gigli, bellissima manifestazione flokloristico/religiosa di cui vi pubblico una breve nota presa da Wikipedia per farvi capire di che si tratta:
"La "Festa dei Gigli" si tiene ogni anno a Nola per celebrare il ritorno in città di San Paolino dalla prigionia ad opera dei barbari, avvenuto nel 410.
La leggenda vuole che i nolani abbiano accolto il loro Vescovo con dei fiori, dei gigli per l'esattezza, raccolti nelle campagne e che, alla testa dei gonfaloni delle corporazioni di mestieri, lo abbiano scortato dalle rive dell'odierna Torre Annunziata fino alla sede vescovile.
In memoria di quell'avvenimento, la città ha tributato nei secoli la sua devozione a San Paolino, portando in processione ceri e fiori prima su strutture rudimentali, poi su cataletti e infine su torri piramidali che nell'800 hanno assunto l'attuale altezza di 25 metri con base cubica di tre metri per lato, per un peso complessivo di oltre venticinque quintali.
Tali costruzioni, denominate per l'appunto Gigli, sono oggi complesse opere architettoniche realizzate dagli artigiani locali, ricoperte di decorazioni in cartapesta o altri materiali, secondo temi religiosi, storici o d'attualità. Nel giorno della festa, i Gigli vengono portati in processione al ritmo di canzoni composte appositamente ogni anno, oltre a rivisitazioni di brani appartenenti alla tradizione musicale napoletana ed italiana, eseguiti da bande posizionate sulla struttura stessa. Gruppi di oltre 100 uomini, che assumono il nome di Paranza, sollevano a spalla i gigli attraverso apposite aste di legno fissate alla base.
Con gli 8 Gigli (chiamati nell'ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto; in ricordo delle antiche corporazioni dei mestieri), attraversa la città una struttura simile ma più bassa, con una barca posta sulla sommità, a simboleggiare il ritorno in patria del santo.
La Festa dei Gigli si celebra solitamente la domenica successiva al 22 di giugno, giorno in cui cade la ricorrenza di San Paolino. La prossima edizione, tuttavia, è stata programmata per domenica 3 luglio 2011 per evitare la concomitanza dell'evento con la solennità del Corpus Domini.
La manifestazione copre l'intero arco della giornata. Nel corso della mattinata, i Gigli vengono trasportati nella piazza principale della città, dove avviene la solenne benedizione degli obelischi. Dal primo pomeriggio e fino a notte inoltrata le costruzioni percorrono le strade del centro storico di Nola, secondo un percorso rituale stabilizzatosi nel tempo, dove le paranze affrontano spettacolari prove di abilità e di forza.
Festività ispirate a quella dei Gigli di Nola si svolgono in alcuni comuni delle province di Napoli e di Caserta, così come a New York dove è organizzata da campani emigrati e dai loro discendenti."
Io la Festa dei Gigli l'ho vista fin da bambino, essendo mio padre originario di Nola, ma solo nel 2008 partecipai per la prima volta come "cullatore" del giglio della corporazione del Salumiere alla mia prima Festa, esperienza ripetuta nel 2009 con il giglio del Fabbro, e quest'anno mi aspetta il giglio dell'Ortolano.
Ma chi è il cullatore? E' uno dei 120 uomini che costituiscono la cosiddetta "paranza", gruppo di persone (con i cambi si arriva a 250/300 persone) che solleva a spalla il giglio portandolo a tempo di musica per le vie cittadine e facendolo letteralmente "danzare" sulle spalle ritmicamente ed in maniera spettacolare, dato che il giglio, per sua struttura, tende ad ondeggiare ad ogni colpo di spalla.
La Festa si divide in due momenti, la mattina con le prime "alzate" e la processione dal luogo ove è posizionato il giglio fino alla Piazza Duomo ove si svolge la cosiddetta "ballata" con onori religiosi al santo. Nel pomeriggio i gigli vengono alzati nuovamente uno ad uno in un ordine prestabilito e percorrono il percorso storico della città, a ritmo di ballate, "girate" spettacolari dell'obelisco nei vicoli più stretti di Nola, fino a ritornare a tarda notte in Piazza Duomo ove il giglio viene posato per l'ultima volta.
Lo sforzo fisico è notevole, si parla di almeno 100 kg se non di più a testa sulle spalle di ciascun cullatore, però le sensazioni che si provano sono indescrivibili.
Nel video mi si vede, come in una foto, maglia bianca e sforzo al massimo.
La Festa è gemellata con eventi similari in Italia tra cui la famosa macchina di S. Rosa di Viterbo.
Ieri pomeriggio ho corso a Castelchiodato, un grazioso borgo nei pressi di Mentana (RM), la "Corri tra le Cerase", 10450 metri molto duri tra asfalto e sterrato con saliscendi continui ed un muro finale di un km prima dell'arrivo in piazza tra la gente che applaude e lo speaker che scandisce i nomi degli arrivati.
Bella gara con la prestigiosa presenza del fresco vincitore del Passatore Giorgio Calcaterra, giunto secondo dietro ad un atleta nordafricano della Fartlek Ostia. Simpatico e disponibile come sempre, il grande Giorgio si è prestato volentieri a scambiare due battute sulla sua impresa.
Circa 120 giunti al traguardo, 67° assoluto in 52.42, soddisfatto considerando la durezza del tracciato ed il mio attuale stato di forma non ottimale, la mia solita gara onesta, quando la smetterò di essere onesto forse farò il salto di qualità.
Note positive: ottima organizzazione dell'Atletica UISP Monterotondo, ristoro abbondante, pacco gara ricco con 1 kg di ciliege, gatorade ed acqua, buono per cenare alla sagra del patrono in cui è inserita la gara. La cena ottima con pasta tipo amatriciana, salsicce e fagioli, pane ed un bicchiere di vino, il tutto consumato in piazza tra la gente del posto che ti chiedeva incuriosita com'era andata la gara. Otto euro di iscrizione ben spesi, alla faccia dei 10/12 euro che ci estorcono in gare cittadine più affollate ed anonime in cui non ti danno un cavolo!
Note negative: da giorni un indolenzimento che dall'esterno del ginocchio sx scende esternamente alla gamba fino alla caviglia non mi lascia in pace, specialmente al lavoro quando staziono ore in piedi. Inoltre non riesco a scendere dagli 80 kg x 178 cm presi a Pasqua, nè su e nè giù, nonostante i 4 allenamenti settimanali ed i 50/60 km complessivi (lo sò non sono tantissimi ma di più non ce la faccio). Se poi ci metti che le scarpe sono probabilmente finite ma che ora non è proprio il momento di spese extra, il gioco è fatto.
Infine complimenti a tutti gli amici che hanno corso, anche solo parzialmente, la 100 km del Passatore, in particolare ad Agnese ( I-RUN--DOUBLEA) alla quale non ho potuto scrivere direttamente per problemi del blog.